Misura dell’odore con naso elettronico

Il naso elettronico, più correttamente denominato Sistema Olfattivo Artificiale (SOA), è un dispositivo per la valutazione in continuo dell’impatto olfattivo che permette di misurare il fastidio arrecato da sorgenti maleodoranti.

Il sistema è dotato di una cella di misura in cui sono alloggiati sensori diversi, i più utilizzati sono i cosiddetti MOS (metal oxide sensor), ma trovano impiego anche sensori elettrochimici (EC), specifici per singoli inquinanti come ammoniaca e acido solfidrico, e a fotoionizzazione (PID), selettivi per composti insaturi (idrocarburi aromatici, olefine, composti carbonilici).

Il naso elettronico richiede una calibrazione iniziale, il cosiddetto addestramento, per il riconoscimento delle diverse sorgenti odorigene presenti sul territorio, e per tararne la risposta in unità olfattometriche.
A questo scopo si prelevano campioni di aria sulle sorgenti di odore in sacche di nalophan mediante pompa per prelievo passivo delle arie, se ne preparano opportune diluizioni calibrate, e se ne esegue la valutazione olfattometrica quantitativa (misurazione della concentrazione di odore) secondo metodologia UNI EN 13725:2004.
Una volta acquisita con il naso elettronico l’impronta olfattiva dei medesimi campioni e delle loro diluizioni calibrate, è possibile la calibrazione del naso stesso al riconoscimento delle diverse sorgenti odorigene con la risposta tarata in concentrazione di odore (ouE/m3).

Il naso elettronico, installato presso un ricettore sensibile, registra in continuo la presenza di odori, ne riconosce la provenienza e ne fornisce l’intensità in unità olfattometriche; in questo modo, dal rapporto tra il numero di eventi odorigeni e il tempo totale, si ricava la frequenza degli episodi di odore, che è in relazione con la valutazione quantitativa della molestia olfattiva e quindi con la normale tollerabilità degli esposti.