Progetto GIADA – Polo della concia vicentino

Polo concia Valle del Chiampo – L’approccio innovativo del Progetto GIADA
Monitoraggio odori e Field Inspection

Lo studio sugli odori condotto nell’area vicentina della concia nella Valle del Chiampo, con il monitoraggio di varie attività produttive odorigene e l’impiego di tecniche diverse, è tra le campagne di valutazione dell’impatto olfattivo più estese e interessanti effettuate da Osmotech negli ultimi anni.
L’incarico è stato affidato dalla Provincia di Vicenza nell’ambito del Progetto GIADA, la Gestione Integrata Ambientale nel Distretto conciario svolta dall’Agenzia distrettuale per l’Ambiente insieme alle amministrazioni locali, con l’impegno delle imprese e il coinvolgimento della cittadinanza.
Un’esperienza che dimostra come si possa affrontare il problema dell’inquinamento olfattivo con un approccio positivo e consapevole, avvalendosi di tecniche innovative come la Odour Field Inspection, la valutazione degli odori in campo, condotta tra il 2017 e il 2018 per l’impianto delle Fonderie di Montorso SpA a Montorso Vicentino.

2016-2017 – La prima ricognizione

Dell’avvio del progetto GIADA sull’inquinamento da odore nel distretto della concia dell’Ovest vicentino avevamo parlato già lo scorso anno in un post che illustrava le prime attività di indagine
In sintesi, la fase iniziale di rilevamento e analisi degli odori – tra il 2016 e il 2017 – era improntata a una ricognizione del problema per delineare il quadro oggettivo delle emissioni e una rappresentazione realistica della ricaduta olfattiva sul territorio. L’intervento fu realizzato mediante:
• il campionamento, l’analisi chimica e l’analisi olfattometrica delle emissioni odorigene di 9 impianti individuati dalla Provincia e dalle amministrazioni locali – nello specifico 3 concerie, 3 stabilimenti chimici, 1 fonderia e 2 allevamenti di suini – per la caratterizzazione degli odori e la determinazione dell’idrogeno solforato;
• lo studio modellistico della dispersione di odore in atmosfera, condotto secondo la tecnica più avanzata e aderente alle indicazioni della normativa di riferimento (le Linee Guida della Regione Lombardia, Dgr 15 febbraio 2012 – n. IX/3018) con modello matematico Calmet-Calpuff, per tracciare e visualizzare la mappa dell’impatto olfattivo generato nella zona interessata e percepito dalla popolazione.

Conclusa nei primi mesi del 2017, questa campagna aveva fornito dati di misurazione e “impronta” odorigena per ciascun impianto monitorato, con la stima oggettiva e attendibile dell’impatto olfattivo.

2017-2018 – Il nuovo monitoraggio

La seconda tornata di indagini si è svolta tra ottobre 2017 e febbraio 2018, concentrando l’esame su 3 degli insediamenti in osservazione, sempre identificati dalla Provincia di Vicenza: 1 azienda chimica, 1 impianto di produzione di concimi e fertilizzanti e 1 fonderia.
Per tutti i siti sono state eseguite nuove misurazioni e analisi delle emissioni, determinando la concentrazione di odore e calcolando il flusso di emissione (OER, Odour Emission Rate). Con l’implementazione del modello di dispersione atmosferica, i nuovi dati hanno fornito una valutazione aggiornata della ricaduta olfattiva sul territorio.

L’obiettivo del nuovo monitoraggio era ottenere una mappatura odorigena confrontabile con le risultanze dell’indagine precedente, in modo da registrare l’evoluzione del fenomeno e verificare i miglioramenti ottenuti nel tempo. La nuova elaborazione modellistica ha assicurato la comparabilità dei risultati basandosi sullo stesso modello Calpuff e sul set meteorologico Calmet utilizzati nel 2016, mantenendo gli stessi domini di calcolo spaziali e temporali.

La Odour Field Inspection a Montorso Vicentino

Per una delle principali attività produttive osservate, l’impianto delle Fonderie di Montorso SpA a Montorso Vicentino, il monitoraggio è stato ampliato con un’ulteriore indagine dal metodo innovativo, consolidata da tempo in Germania e utile a fornire informazioni ancor più consistenti e realistiche circa la diffusione, l’intensità e la frequenza degli episodi di odore avvertiti dalla popolazione.
È stata condotta per circa 2 mesi una Odour Field Inspection (OFI), l’ispezione degli odori in campo basata sulla percezione olfattiva umana, con l’impiego di annusatori qualificati e addestrati ad hoc per riconoscere e valutare gli odori in aria ambiente.

L’indagine sensoriale in campo è una pratica diffusa in Germania per il collaudo e il monitoraggio di impianti di trattamento rifiuti e per obiettivi di pianificazione urbana, con valutazioni preliminari del carico di odore previsto in una data area (parte 1: metodo a griglia). Si usa inoltre per convalidare o calibrare i modelli di dispersione (parte 2: metodo del pennacchio).
In Italia la OFI è stata recepita nel 2017 con la norma tecnica UNI EN 16841:2017. Osmotech ha un’esperienza applicativa decennale (dal 2009) ed è oggi il primo e unico Laboratorio olfattometrico italiano certificato per condurre Field Inspection con metodo a griglia (UNI EN 16841-1).

La campagna OFI per le Fonderie di Montorso è iniziata il 13 dicembre 2017 e si è conclusa il 20 febbraio 2018. Oltre che all’emissione odorigena dell’impianto, è stata volta anche al riconoscimento di altre potenziali sorgenti emissive nell’area interessata.
Il lavoro si è articolato in diverse fasi operative:

1. pianificazione della campagna e definizione della griglia d’indagine
2. selezione e addestramento dei valutatori
3. sopralluoghi in campo
4. elaborazione statistica dei dati e redazione delle mappe d’impatto olfattivo.

Pianificazione della campagna: la griglia d’indagine

La pianificazione della Field Inspection parte da uno studio preliminare delle caratteristiche meteorologiche e della geomorfologia del territorio, con una serie di valutazioni (dalle calme di vento alla dislocazione delle sorgenti odorigene, alla raccolta delle segnalazioni con individuazione dei vari ricettori) che sono alla base della corretta costruzione di una griglia d’indagine efficace e rappresentativa.
In questo caso, al centro della griglia si è posto l’impianto della fonderia, con il relativo punto di emissione dell’odore (Camino 32), e l’area di osservazione è stata estesa a includere più sorgenti impattanti e ricettori sensibili o a rischio nei dintorni: diverse aziende conciarie, allevamenti zootecnici, un impianto di produzione di biogas da biomassa, zone abitate dei comuni di Montorso e Zermeghedo.
Nel complesso, una porzione di territorio di circa 4 kmq mappata con una rete di 19 celle di valutazione per 30 stazioni di misura (i punti di intersezione della griglia), suddivise in 5 percorsi (round) d’ispezione contenenti ciascuno 6 punti di misura.
I dati raccolti avrebbero così fornito una rappresentazione completa sia della ricaduta di odore della Fonderia, sia del fondo ambientale generato dalle altre fonti emissive presenti.

Selezione e addestramento dei valutatori

Gli Odour Field Inspector sono i valutatori incaricati di effettuare i sopralluoghi secondo i percorsi e i tempi stabiliti, annusando gli odori e compilando le apposite schede di registrazione dei dati.
Per Montorso i valutatori sono stati selezionati tra la popolazione residente nei comuni dell’area, in base ai requisiti fisici e di affidabilità richiesti.
Anzitutto sono stati sottoposti al test di verifica della soglia di percezione olfattiva (misurata all’olfattometro con la sostanza di riferimento europea, n-butanolo), soglia che deve essere media come prescrive la norma (UNI EN 16841-:2017). Successivamente i candidati idonei hanno partecipato a uno specifico addestramento in campo tenuto da personale qualificato Osmotech, per istruire l’olfatto a riconoscere le diverse matrici odorigene delle sorgenti emissive tipiche del territorio.
Sono stati quindi sottoposti al secondo test, mirato a stabilire la capacità di distinguere i diversi tipi di odore da identificare e registrare durante i sopralluoghi: “fonderia”, “conceria”, “allevamento”, “insilato” e “biogas” (più eventuali altri odori presenti ma non riconducibili all’impianto, da registrare come “altro odore”, mentre con la voce “nessun odore” si indicava l’assenza di odore diverso da quello di fondo ambientale).
I valutatori sono infine stati istruiti ed equipaggiati per iniziare i sopralluoghi.

Sopralluoghi in campo

Nei due mesi della campagna sono stati effettuati 65 round di misurazione in campo, con uscite giornaliere in diverse fasce orarie (giorno e notte) secondo i percorsi stabiliti e il calendario programmato a priori, senza cioè conoscere le condizioni meteo né le condizioni operative dell’impianto.
Per garantire risultati statisticamente significativi, come prescrive la norma, i campionamenti della Field Inspection sono programmati in maniera casuale, egualmente distribuiti nel tempo ed eseguiti dai valutatori con il massimo di turnazione.
Durante i sopralluoghi, i Field Inspector sostano nei punti di misura per 10 minuti e annusano l’aria ogni 10 secondi per un totale di 60 rilevazioni, registrando i dati sull’apposito modulo.
Il controllo dei valutatori in campo e il corretto svolgimento delle misure sono regolarmente effettuati da un operatore qualificato Osmotech.

Elaborazione dei dati e mappe d’impatto olfattivo

Tutti i dati raccolti nel corso delle rilevazioni sono stati validati a norma (UNI EN 16841), verificando la coerenza con le condizioni meteo registrate nello stesso momento dalle centraline ARPAV.
Solo dopo la loro validazione sono stati elaborati statisticamente, ottenendo i valori di frequenza di ore di odore per ciascuna cella della griglia (la frequenza si calcola come rapporto tra numero di ore odore registrate nei 4 vertici della cella e totale di ore monitorate) e distinguendo il contributo odorigeno della fonderia da quello delle altre sorgenti considerate.

I risultati sono stati tradotti come rappresentazione grafica: le mappe cromatiche di isofrequenza visualizzano la ricaduta di odore sul territorio (totale e per singola tipologia o sorgente) con aree di isofrequenza.
Nelle mappe cromatiche, ciascun tipo di odore corrisponde a un colore. Le celle della griglia visualizzano inoltre, con sfumature di diversa intensità, le variazioni della percentuale di rilevazione dell’odore.

I risultati completi delle indagini sono stati presentati ufficialmente lo scorso giugno.
Sul sito dell’Agenzia GIADA è scaricabile l’intera documentazione.